venerdì 5 aprile 2013



 E' il bellissimo volto della gigantesca statua del Bodhisattva Maitreya.



Il percorso di perfezionamento spirituale caratteristico del Buddhismo Mahāyāna è indicato come "Via del bodhisattva" (o Veicolo del bodhisattva, sanscrito bodhisattvayāna).
L'ingresso in questa "Via" si intraprende nel momento in cui il praticante mahāyāna realizza per la prima volta l'"aspirazione a conseguire l'Illuminazione" (bodhicitta), pronuncia il voto del Bodhisattva (praṇidhāna) a favore di tutti gli esseri senzienti e si impegna a praticare le "perfezioni" (pāramitā) e a rispettare i "precetti" (bodhisattvasaṃvara).
Da quel momento il bodhisattva si incammina lungo un percorso spirituale descritto in differenti modi dalle varie scuole Mahāyāna. Nelle scuole di origine Yogacara (dette anche Vijñānavāda o Cittamātra) ad esempio egli si avvia a percorrere i "cinque sentieri" (pañca-mārga).
Con l'inizio del terzo di questi "cinque sentieri", il bodhisattva diviene un āryabodhisattva avviandosi quindi ad entrare nelle "terre" (bhūmi) dei bodhisattva, indicate come dieci (daśa bhūmi). Anche queste terre vengono denominate e descritte in differenti modi dalle diverse scuole.
Raggiunta e completata l'ultima delle "dieci terre", denominata come Dharmameghabhūmi (Terra delle nuvole del Dharma, in alcune scuole indicata come Buddhabhūmi o anche Tāthāgatabhūmi) il bodhisattva acquisisce lo stato di Samyaksaṃbuddha (Buddha perfetto) potendo far "piovere" il Dharma su tutti gli esseri senzienti
L'avvio del percorso spirituale del bodhisattva consiste nello sviluppare la "mente del Risveglio" ovvero il pensiero di ottenere l'"Illuminazione" per il bene di tutti gli esseri senzienti:
« Sono il protettore dei non protetti, il capocarovana dei viaggiatori. Sono diventato la barca, la strada e il ponte di coloro che desiderano raggiungere l'altra riva. Possa io essere una luce per coloro che hanno bisogno di luce. Possa io essere un letto per coloro che hanno bisogno di riposo. Possa io essere un servo per coloro che hanno bisogno di servigi, per tutti gli esseri incarnati. [...] Così possa io essere di sostentamento in molti modi per il regno degli esseri innumerevoli che dimorano in ogni parte dello spazio, finché tutti non abbiano ottenuto la liberazione. Nello stesso modo in cui i Sugata passati assunsero la mente del risveglio, nello stesso modo in cui essi progredirono nell'addestramento del bodhisattva. Così ecco io stesso genererò la mente del risveglio per il benessere del mondo, e proprio così mi addestrerò in quei precetti secondo l'ordine dovuto. »
(Śāntideva. Bodhicaryāvatāra, cap. II "Adozione della mente del risveglio". Roma, Ubaldini, 1998 pag.59)

L'ingresso nella "Via del bodhisattva" (bodhisattvayāna, Veicolo dei bodhisattva) è preceduto da un voto pronunciato da un monaco o da un laico di fronte al proprio maestro e, idealmente, di fronte all'assemblea dei buddha.
Esistono diverse forme di voto del bodhisattva ma tutte si fondano sulla ferma decisione di raggiungere la bodhi al fine di salvare tutti gli esseri senzienti.
cfr. http://it.wikipedia.org/wiki/Bodhisattva#La_Via_del_bodhisattva_.28bodhisattvay.C4.81na.29

Vedi anche:
www.ibs.it/code/9788886099233/.../via-del-bodhisattva.html
www.gianfrancobertagni.it/materiali/.../shantideva.doc
www.centronirvana.it/articolididharma99.htm

giovedì 4 aprile 2013

Vimala Thakar

I 5 Skandha




Skandha [aggregati, o gruppi]: ha il significato di accumulo o raggruppamento di fenomeni fisici e mentali simili.
I 5 Aggregati [i.e. forma, sensazione, percezione, volizione e residui karmici, e coscienza] si uniscono a formare una unità interdipendente . Questa unità combinata è instabile e mutante , ma noi ci attacchiamo a questa interdipendente unità e/o ai 5 aggregati come al Sè.
Il primo skanda rappresenta gli elementi fisici, e i rimanenti 4 rappresentano le attività mentali di una persona.
    Forma (rupa Skandha): si riferisce alle cose fisiche. Queste cose fisiche non esistono indipendentemente. La loro esistenza dipende dall'incontro dei 4 elementi (i.e. terra[solido],acqua[liquido], aria[gas] e calore[energia]). Dunque, la materia occupa lo spazio, ed è per natura vuota: essa sorge e viene ad esistere, e svanisce.

    Sensazione (vedanna Skandha):è l'acquisizione di dati attraverso gli organi sensori (incluso la mente) e la interpretazione di questi fenomeni come le sensazioni di piacevole, spiacevole, o indifferente.

    Percezione (sanjna Skandha): ha la funzione di concettualizzare e riconoscere i dati sensori e i fenomeni mentali. La mente allora li identifica e li trasforma in concetti . Questo processo di concettualizzazione generata nozioni e stabilisce nomi e parole.

    Volizione e residui karmici (samskara Skandha): implica intenzione e azione mentale. Queste azioni mentali porta a frutti karmici . Quando percepiamo un immagine, la mente analizza e formula conseguentemente una decisione. Queste decisioni danno inizio ad azioni mentali, verbali e/o fisiche, azioni che produrranno karma. Alcuni esempi delle azioni volontarie includono: attenzione, volontà, determinazione, confidenza, concentrazione, conoscenza, energia, desiderio, odio, ignoranza, idea del Sè,etc.

    Coscienza (vijnana Skandha): è la capacità di essere conscio delle differenze e di essere consapevole della esistenza dei fenomeni mentali e fisici e la consapevolezza dei 4 precedenti skanda.

cfr. http://www.fiorediloto.org/skandha.htm

Vedi anche:
it.wikipedia.org/wiki/Skandha
www.lameditazionecomevia.it/skandha.htm 
www.kunpen.it/DharmaTibet/09.pdf
www.visuddha.it/download/5_skanda.pdf

mercoledì 3 aprile 2013

Taisen Deshimaru

Satori



Quando il bodhisattwa Avalokitesvara, raggiunge la saggezza suprema, supera l'io e la conoscenza relativa; accede alla conoscenza ultima e quindi diciamo che si risveglia.
Risvegliatosi, vede che tutto è vuoto.
Le sensazioni, le percezioni, le forme, l'immaginazione e la conoscenza sono vuoto.
Non significa che non le viviamo.
Le viviamo eccome.
Lo stesso Buddha continua a viverle, solo che le conosce per quello che sono:
VUOTO.
Non hanno un'esistenza indipendente.
Dipendono da noi.
Non hanno un'essenza propria.
La conoscenza ultima riguarda la realtà ultima.
La realtà ultima è indistinta.
Non c'é nascita né morte.
Né purezza né impurezza;
Né percezione.
Né immaginazione.
Né conoscenza.
Tutto si riconduce ad unità.
"Il nostro corpo e l'universale sono unità.
L'ego e l'universale sono unità."
L'intera realtà si riconduce ad Unità.

La saggezza è il risultato della conoscenza.
La conoscenza è un'atto di consapevolezza.
Una presa di coscienza.


Giovanni