lunedì 28 agosto 2017

Non c'è niente da fare



Quello che segue potrà sembrare strano.
Mi sto rendendo conto che la soluzione potrebbe diventare il nuovo problema, o uno dei nuovi problemi. O, comunque, sommarsi ai vecchi così da avere un problema in più.

Cerco di spiegarmi.
Negli ultimi tempi, ad una spiritualità canonica e regolamentata dalle religioni e, per loro, dalle chiese, se ne è diffusa un'altra libera, se vogliamo disordinata, ma spontanea e trasversale. Sembrava una cosa buona e giusta, l'inizio di una rivoluzione irrimandabile e inevitabile oltreché benvenuta.
Invece pare che sia successo quello che è stato per internet: non sono tardati a nascere i nuovi specialisti, i nuovi professionisti della spiritualità, i maestri ed i guru. Guarda caso il fermento è stato incanalato. Si sta incanalando in un discorso coerente, pur nell'apparente contrasto.

E la spiritualità si appresta a divenire religione, con i suoi dogmi, i suoi ministri e le sue chiese.

UN fatto commerciale, in cui tutti vogliono insegnare a tutti quello che hanno appreso da quel maestro paludato e, spesso morto.

Non so se è successo anche a me.
Comunque non voglio succeda.

In più non credo che la spiritualità sia la vera soluzione.

Perché parlare di spirito pare negare il corpo.
Perché tutte le religioni sviliscono il corpo?
Cosa è il corpo se non spirito?
Cosa è lo spirito se non corpo?

Dove voglio arrivare che io non ci sia già?

DI COSA STIAMO PARLANDO ESATTAMENTE?


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