venerdì 5 settembre 2014

Non avere paura



Non c'è niente di cui aver paura

A volte in qualche modo otteniamo paura, e la paura entra nella mente subconscia. Consapevolmente di alla mente  che sei immortale e che non c'è nulla di cui aver paura. Pensa in modo positivo. Coraggiosamente medita su di esso. Convinci la tua mente cosciente, e lascia che la convinzione affondi nella mente subconscia. Si può anche fare un nastro, metterlo sotto il cuscino, e letteralmente dormire su di esso. Sarà lentamente sprofondare nella vostra mente subconscia. La paura è andata nel subconscio, ed è necessario sostituirla con pensieri positivi. Così fino a quando le nuove idee affonderanno dentro, continuare ad ascoltarle. La vostra mente nonsta completamente dormendo, e la vostra mente subconscia starà ancora ascoltando i nastri. Quando si è svegli, consapevolmente pensateci bene, scrivere un promemoria che potete leggere di tanto in tanto. Mettere promemoria ovunque fino a quando è completamente sradicato. Fate tutte le cose positive che si può pensare.

Ci sono altri modi anche. Ma la via dello yoga è quello di mettere un nuovo pensiero opposto nella mente in modo che il pensiero indesiderato viene spremuto fuori. E se non si può fare tutto da soli, ricevere aiuto da altri.

Om Shanti, Shanti, Shanti

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giovedì 4 settembre 2014

Paura



La paura è un'emozione dominata dall'istinto (cioè dall'impulso) che ha come obiettivo la sopravvivenza del soggetto ad una suffragata situazione pericolosa; irrompe ogni qualvolta si presenti un possibile cimento per la propria incolumità, e di solito accompagna ed è accompagnata da un'accelerazione del battito cardiaco e delle principali funzioni fisiologiche difensive.
Principali controffensive alla paura possono essere:
  • intensificazione delle funzioni fisiche e cognitive teoretiche con relativo innalzamento del livello di accortezza
  • difficoltà di applicazione intellettiva
  • fuga
  • protezione istintiva del proprio corpo (cuore, viso, organi genitali)
  • ricerca di aiuto (sia articolato, sia racchiuso)
  • calo della temperatura corporea
  • sudorazione
  • aumento adrenalinico
  • aumento dell'ansia
La paura è talvolta causa di alcuni fenomeni di modifica comportamentale permanenti, identificati come sindromi ansiose: ciò accade quando la paura non è più scatenata dalla percezione di un reale pericolo, bensì dal timore che si possano verificare situazioni, apparentemente normalissime, ma che sono vissute dal soggetto con profondo disagio. In questo senso, la paura perde la sua funzione primaria, legata alla naturale conservazione della specie, e diventa invece l'espressione di uno stato mentale.
La paura di oggetti o contesti può essere appresa; negli animali questo effetto è stato studiato e prende il nome di paura condizionata, che dipende dai circuiti emozionali del cervello.
La paura ha differenti gradi di intensità a seconda del soggetto: persone che vivono intensi stati di paura hanno sovente atteggiamenti irrazionali. La paura, come l'ira, è una risposta al timore dolore o alla sua percezione: nella paura l'eccitazione si ritira (nella nuca), mentre nella rabbia si dirige verso la fonte del dolore, sia questo reale o immateriale. Se un individuo impaurito è costretto ad attaccare l'ira prende il sopravvento e la paura svanisce. In tal senso alcuni atteggiamenti derivanti dagli stati di paura possono essere considerati pericolosi, quando si tramutano in rabbia. La paura può essere descritta con termini differenti a seconda del suo grado di intensità:
  • ansia
  • paura
  • panico
  • terrore


Il timore è la forma meno intensa della paura e si determina quando una situazione promette piacere ma, al tempo stesso, anche dolore: c'è la percezione della possibilità di perdere il piacere ma ci si muove ancora verso di esso.

In questo caso la minaccia del dolore e quella del piacere si equivalgono generando una situazione di conflitto nell'attesa di qualche indizio capace di far pendere la bilancia da una parte o dall'altra


La paura emerge quando il contesto è dominato dalla minaccia del dolore o dalla sua percezione: in questo caso si è pervasi dal desiderio di scappare o comunque di allontanarsi dalla fonte di dolore, sia questa reale o immaginaria.


Nel momento in cui la paura diviene travolgente, si determina il panico. L'impulso è sempre quello di scappare ma è talmente forte che si decide di allontanarsi dalla (probabile) fonte del dolore correndo via alla cieca. La situazione di panico è correlata alla claustrofobia.


Il terrore è la forma più estrema della paura, di intensità ancora maggiore al panico, dove l'impulso a scappare è talmente elevato da ricercare una soluzione immediata: in questo caso l'individuo sceglie di ritirarsi dentro se stesso. Il terrore è una vera propria fuga verso l'interno, la muscolatura si paralizza nel tentativo di ridurre la sensibilità dell'organismo nell'agonia finale.

mercoledì 3 settembre 2014

Non avere paura


"Non andare nella direzione verso la quale ti spinge la paura, ma verso quella della gioia. Non agire se sei mosso dalla paura, perché tutte le cosiddette religioni si basano su di essa.
Il loro Dio non è altro che paura, e il loro paradiso e inferno non sono altro che proiezioni della paura e della cupidigia. L’affermazione di Rumi è veramente rivoluzionaria: “Non agire mosso dalla paura”. Tutte le religioni dicono alle persone:” Abbi  timore di Dio”….
Tutti voi avete vissuto nella paura. I vostri rapporti sono costruiti sulla paura. La paura è così opprimente, come se una nuvola scura coprisse la tua vita; dici cose che non vuoi dire ma la paura ti costringe a dirle. Fai cose che non vuoi fare ma la paura te le fa fare. Basta un poco d’intelligenza per vederle.
Osho, Om Shantih Shantih Shantih: The Soundless Sound, Peace Peace Peace, Talk #11

"Tutti coloro con cui sei entrato in contatto ti hanno imposto la paura, perchè la paura è l’antitesi della libertà. Più hai paura, minore è la possibilità di libertà. Maggiore è la paura, minore è la possibilità di ribellione.
La società, la chiesa, lo stato, vogliono che tutti vivano in una condizione di paura costante:la paura del conosciuto, la paura di ciò che non si conosce, paura della morte, paura dell’inferno, paura di non andare in paradiso, paura di non lasciare il tuo nome nel mondo, paura di non essere nessuno. Tutti dalla tua nascita creano paura intorno a te. Nessun bambino è nato con la paura. Ogni bambino è nato con la libertà, il dubbio, la ribellione, l’individualità, l’innocenza; tutte grandi qualità. Il bambino però è impotente, dipendente.
Ma quando diventi adulto, puoi vedere - puoi provare a sbucciare la cipolla, strato dopo strato – in che modo sono state create le paure dentro di te, come sei stato ingenuo, come le persone hanno sfruttato la tua innocenza. Il prete non ha nessuna conoscenza di Dio, ti ha ingannato e pretende di conoscere Dio. Non ha alcuna idea del paradiso o dell’inferno, ti ha costretto ad aver paura dell’inferno, e ad essere ambizioso per il paradiso. Il prete ha creato avidità e paura. Lui stesso è rimasto vittima di altre persone. Ora puoi riandare al passato: tuo padre non era consapevole di quello che ti insegnava, di quello che ti diceva.
Osho, The Last Testament, Vol. 3, Talk #23
"Non seguire l'istinto della tua paura, perché questo fa di te un codardo, degrada la tua umanità. Questa è un’umiliazione che ti sei imposto. Quando avverti una paura, confrontala. Questa è un’umiliazione che ti sei imposto. Ogni volta che vedi la paura, confrontala. Usa un criterio molto semplice: quando vedi che la paura è presente, confrontola e sarai sempre in cammino, crescerai, ti espanderai, arriverai vicino al momento in cui il tuo ego cadrà. Il suo intero meccanismo funziona per via della paura e l’assenza dell’ego è illuminazione; non è un qualcosa in più che si aggiunge.
Un semplice principio: ricorda, qualsiasi cosa che ti fa paura, totalmente paura, è una chiara indicazione su ciò che devi fare. Devi fare semplicemente l’opposto di quello che ti suggerisce la paura, non diventarne un seguace, lotta contro di lei. Nel momento che decidi  di combattere contro la tua paura, sei sulla via verso l’illuminazione."
Osho, From the False to the Truth, Talk #26

"La vita dovrebbe essere circondata dall’amore e non dalla paura. È la paura che crea la rabbia. È la paura che alla fine crea la violenza. Hai osservato?  La paura, è solo l’aspetto femminile della rabbia e la rabbia è l’aspetto maschile della paura. La paura è una forma passiva della rabbia e la rabbia, una forma attiva della paura. In questo modo puoi trasformare la paura in rabbia e la rabbia nella paura molto facilmente.
Ti dico: “Prova!”.  Questo diventa anche per loro una scoperta. Se riescono veramente a picchiare un cuscino, con una rabbia intensa, immediatamente la paura scompare, perché è la stessa energia che si trasforma e diventa attiva. Era inerte sino a quando era sotto forma di paura.  La paura è la causa principale dell’odio, della rabbia, della violenza."
Osho, The Dhammapada: The Way of the Buddha, Vol. 4, Talk #7

lunedì 1 settembre 2014

Ora!





Quasi tutti i guai nascono dalla paura.
La paura ci fa essere cattivi.
La paura ci fa essere diffidenti.
La paura provoca l'odio.
Paura di vivere, paura degli altri, paura di non farcela.
Paura di se stessi.
Paura di morire.

Per cominciare devi smettere di avere paura.
Non devi avere paura perché non ne hai ragione:
la paura viene da te.
Ci godi un sacco a spaventarti a morte.
Ecco, ora smettila.
Smetti di avere paura.

Non devi avere paura della morte perché la morte non esiste.
La morte non esiste.
La morte non esiste.
La morte non esiste.
Non c'é stato inizio e non ci sarà fine.
Vita e morte sono solo termini arbitrari.
Parliamo di esistenza.
L'esistenza è infinita.
Quale è stato il tuo inizio?
Quale potrà mai essere la tua fine?

Non devi avere paura del dopo, perché nessuno ti aspetta per giudicarti.
Nessuno ti giudicherà se non te stesso.
Ed hai già cominciato a farlo, vedi?
La tua paura è la tua punizione per ciò che credi di avere commesso.
Nessun dio ti giudicherà.
Nessuno peserà la tua anima.
Il bene che fai è fine a se stesso.
E' il premio a se stesso e l'unica sua misura.
Non ci sarà nessuna sofferenza, dopo.

Nessuna sofferenza perché sei tu a soffrire.
Nessun'altro.
Dipende solo da te.
La sofferenza nasce da te.
Sei tu a soffrire e tu a non farlo.
Niente viene da fuori.
Niente esiste fuori di te.

Neppure dio, sai?
Nessuno di quegli dei fatti a immagine e somiglianza di uomo con cui ti tormenti da sempre.
Nessun dio vendicativo.
Nessun dio misericordioso.
Nessun dio figlio di uomo.
Tutto viene da te.
Non dal tuo Io.
Tutto viene dal tuo Se', dalla tua essenza profonda.
Che non è solo tua ma universale.

Perché Tutto è Uno.
Tutto ciò che esiste.
Tutto ciò che é.
Tutto quanto è una cosa sola e tu sei quella cosa.

Quindi non avere paura.
Smetti di soffrire.
Abbi cura di te stesso.

martedì 26 agosto 2014

PACE



Avete notato quante persone 'chiamano' alla guerra?
All'odio o anche semplicemente alla diffidenza?

Avete notato quanto clamore sollevano?

Tutti sono pronti ad ascoltarli, sia fra chi condivide le loro ragioni sia fra chi le contesta.
Eppure fanno clamore.
Vengono ascoltati. Le loro parole sono ripetute.
E tutto questo da loro ancora più importanza.

Quanti invece 'chiamano' alla pace?
Chi lo fa non gode di grande audience.
A meno che non sia il Papa o il Dalai Lama.
Ma loro non fanno più notizia.
E poi diciamolo, se fra un milioni di voci che chiedono la pace, un singolo pazzo urla la guerra tutti si fermano ad ascoltare solo lui.
Lui fa notizia.
Contro di lui ci si scaglia finendo per ottenere quello che vuole lui, la guerra, l'odio, la morte.

Perché il male fa notizia e il bene no?
Perché a invocare la pace si viene tacciati di ingenuità?
Perché viene considerato un modo di dire?
La pace è meno seria della guerra?
Ha minore dignità?
Pesa meno?

Ma dimentichiamo una cosa.
La guerra non si fa da sola.
La guerra non si fa solo con le armi.
La guerra non si fa nemmeno con i soli interessi politici o economici.
La guerra la fanno gli uomini come te e me.
E' un uomo che spinge il grilletto o sgancia la bomba.
E' un uomo che produce le armi.
E' un uomo che accetta di uccidere i suoi simili.

Quando qualcuno 'chiama' alla guerra attaccarlo è la peggiore cosa che puoi fare: deve essere ignorato.
Deve essere isolato.
O al limite sommerso dalle risate.
Reso ridicolo.

Lo dico  spesso ai ragazzi: il criminale è un disadattato.
Non va temuto va compatito.
Non li va data importanza.

Allo stesso tempo bisogna 'chiamare' alla pace.

E se serve qualcosa, io vi chiamo alla pace ora.
Tutti quanti.
Per fermare questo massacro continuo.
Tutti quelli che sono capaci di sentirlo: facciamo la pace adesso.